Come ristrutturare casa per ottimizzare il risparmio energetico

Come ristrutturare casa per ottimizzare il risparmio energetico

Vuoi scoprire come ristrutturare casa ispirandoti ai principi dell’architettura bioclimatica a risparmio energetico?

Quella che oggi chiamiamo “casa del futuro” è in realtà un modello abitativo nato nel passato, ben 30 anni fa. L’intuizione, semplice quanto geniale, arrivò da due professori universitari che nel 1988 immaginarono una casa che potesse ricevere energia in modo autonomo e “passivo”. Si trattava del primo, fondamentale passo verso una nuova concezione di casa.

Oggi la casa passiva (o ecosostenibile) è una realtà sempre più consolidata. Sfruttando gli elementi naturali – sole, acqua, aria, terra – la casa passiva è in grado di ricevere l’energia di cui ha bisogno in modo del tutto spontaneo, senza dover ricorrere (o quasi) ai tradizionali sistemi di riscaldamento e raffreddamento.

Attraverso una ristrutturazione mirata e l’utilizzo di materiali e tecniche specifiche, è possibile trasformare un vecchio appartamento in una casa energeticamente autonoma, a basse emissioni e a bolletta zero. Quali sono questi accorgimenti? Come puoi ristrutturare la tua casa ottimizzando al massimo il risparmio energetico?

Andiamo con ordine.

La casa a energia zero è anzitutto un simbolo dei nostri tempi, virtuoso esempio di coscienza ambientale e modello di bioedilizia che può concretamente limitare i danni provocati al nostro pianeta dalle emissioni di CO2; di queste, circa 1/3 sono causate proprio da vecchi edifici inquinanti, male isolati ed energeticamente esosi.

Per tale motivo, l’Unione Europea ha recentemente disposto che dal 1° gennaio 2021, tutte le nuove costruzioni e gli edifici che affronteranno una ristrutturazione debbano essere realizzati o ristrutturati secondo il modello NZEB – Near Zero Energy Building. Il punto di partenza per avvicinarsi a tali standard e rendere le città del futuro più ecologiche ed efficienti è proprio il modello di casa passiva.

Il risparmio energetico aiuta non solo il pianeta, ma anche il bilancio familiare. Infatti, ristrutturare casa con criteri passivi è un doppio investimento: da un lato si ottiene un risparmio energetico medio del 90%, con consumi che scendono al di sotto di 15 kilowattora annui per mq; dall’altro, si registra un vertiginoso aumento del valore della casa.

Scopriamo ora un passo alla volta come ristrutturare casa sfruttando i criteri della bioedilizia, per renderla un perfetto esempio di casa passiva a risparmio energetico. Questi i concetti chiave che illustreremo:

  • Sistemi di isolamento termico per muri, pavimenti e tetto
  • Isolamento perimetrale (regola della linea continua)
  • Installazione di finestre a basso valore di trasmissione termica
  • Installazione di infissi con sistema di ventilazione automatica
  • Sistema a doppia canalizzazione e ventilazione meccanica controllata (VMC)
  • Eco-impianti sostenibili a energia rinnovabile

Come ristrutturare casa con criteri passivi: isolamento termico

Mantenere il clima ideale in estate e in inverno, senza spendere una fortuna in riscaldamenti e condizionatori, è il sogno di tutti. Ma come si fa a ristrutturare casa per trasformarla in un vero e proprio guscio termico?

Per preservare il più possibile la temperatura nelle diverse stagioni, la struttura interna dell’abitazione dovrà essere perfettamente isolata. È un po’ il concetto del “thermos” che ci aiuta a mantenere a lungo le bevande calde o fredde.

Caratteristiche dell’isolamento termico a energia zero

L’ottimizzazione dell’isolamento termico di finestre, pareti, pavimenti e tetto rappresenta la base per trasformare un appartamento di vecchia concezione in un modello abitativo ecosostenibile.

Quali sono i criteri passivi base per isolare l’abitazione in fase di ristrutturazione?

  • Lo spessore di muri, tetto e pavimenti deve essere maggiore rispetto a quello di una casa comune. Mediamente: 24 cm per le pareti, 30 cm per il tetto e 15 cm per il pavimento a contatto con il terreno.
  • La tecnica della facciata ventilata, applicabile sia in fase di costruzione che di ristrutturazione. Serve a isolare le pareti esterne e prevede la presenza di una camera d’aria che nei mesi più freddi evita dispersioni termiche e condense, mentre in estate favorisce un rinfrescamento degli ambienti naturale e omogeneo. In caso di appartamento da ristrutturare, potrebbe essere utile individuare i ponti termici della facciata attraverso un’indagine termografica eseguita da un ingegnere esperto in valutazioni energetiche, e procedere quindi al loro isolamento.
  • Quando non è possibile intervenire sulle pareti esterne per vincoli architettonici o limiti condominiali, si può ricorrere al cappotto interno: tutto il perimetro della casa viene rivestito con lastre isolanti spesse almeno 4 cm, successivamente rifinite con moduli in cartongesso di circa 1,5 cm di spessore.
  • Tetto ventilato: così come le pareti esterne anche il tetto, se dotato di camera d’aria, crea un salubre circolo d’aria. Tale microcanale, di spessore variabile, viene posto tra lo strato isolante e le tegole del tetto: in questo modo viene favorita la fuoriuscita di vapore acqueo in inverno (evitando così la formazione di condensa) e di calore in estate.

Per dirlo in gergo architettonico, è fondamentale rispettare la regola della linea continua: ciò vuol dire che il grado di isolamento perimetrale si deve mantenere senza interruzioni anche in presenza di finestre, porte, balconi, pilastri, travi e altri elementi strutturali della casa che, se non isolati perfettamente, ostacolano l’efficienza energetica. L’applicazione della regola della linea continua consente di ottenere una temperatura uniforme in ogni ambiente della casa e di evitare dispersioni di calore ed energia, principali responsabili di muffa, condensa e bolletta salata.

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Finestra 3G di WnD

Come risparmiare con gli infissi in PVC ad alte prestazioni energetiche

Infissi di scarsa qualità, non coibentati o male isolati, sono “ponti termici” in grado di compromettere l’uniformità dell’isolamento, incompatibili con il concetto di casa passiva. Anzi, sono i veri e propri nemici del risparmio energetico! Il motivo è semplice: rappresentano il modo più facile e comune per trasgredire la fondamentale regola della linea continua.

Se ti stai chiedendo come ristrutturare casa sostituendo le tue vecchie finestre con infissi ad alte prestazioni energetiche, allora dovresti sapere che il materiale d’eccellenza per l’isolamento termico è il PVC. Esso infatti presenta una conducibilità termica molto bassa, che permette di mantenere costante la temperatura interna e di azzerare le dispersioni energetiche.

Gli infissi in PVC di WnD soddisfano tutti i parametri imposti dalla normativa sul risparmio energetico:

  • Basso valore di trasmissione termica (fino a Uf=1,0 W/m2K nel modello Square Maxi 3G);
  • Possibilità di alloggiare tripli e quadrupli vetri con telai coibentati, per il massimo grado di isolamento termoacustico;
  • Profili a 5 e 6 camere di anta e telaio;
  • Vetrocamere riempite di gas Argon a bassa conduttività;
  • Sistema di microventilazione automatica che assicura un corretto riciclo d’aria, per ambienti salubri, asciutti e privi di umidità;
  • Chiusura ermetica e utilizzo di guarnizioni a lunga durata dalle altissime proprietà isolanti.

Sostituire le tradizionali finestre con infissi in PVC presenta almeno due vantaggi irrinunciabili. Innanzitutto è un ottimo investimento: duraturo nel tempo, dalla manutenzione ridotta e in grado di garantire un notevole risparmio in bolletta; in secondo luogo, rappresenta un tassello irrinunciabile per qualsiasi ristrutturazione improntata a ottenere la “certificazione casa passiva” per gli edifici a energia zero.

Per comprendere meglio l’importanza di installare finestre di qualità, basti pensare che anche una minima infiltrazione d’aria può arrecare una perdita energetica fino a 1.000 kilowattora all’anno. Perciò, nella casa passiva non sono ammessi spifferi.

Ventilazione meccanica controllata: ricambio d’aria anche a finestre chiuse

Per ottimizzare il risparmio energetico, è importante considerare anche l’opportunità di installare, durante la ristrutturazione di un appartamento, uno speciale impianto di ventilazione e deumidificazione.

A cosa serve?

Si tratta di un valido strumento per rendere ancora più efficienti le prestazioni energetiche e ottimizzare i consumi. Gli ambienti risulteranno sempre asciutti e arieggiati, senza bisogno di aprire continuamente porte e finestre per il ricambio d’aria. In tal modo, le dispersioni di calore verranno ridotte al minimo.

Non dimentichiamo poi che dalle finestre degli appartamenti, soprattutto nelle grandi città, oltre all’aria entrano anche inquinamento, polveri e pollini: non certo gli ospiti più graditi nelle nostre abitazioni! Invece, se ben progettato, un sistema di ventilazione meccanica controllata (VMC) avvia in automatico un perfetto ricambio d’aria anche a finestre chiuse e tiene costantemente sotto controllo i parametri di qualità dell’aria interna.

Il VMC funziona attraverso un meccanismo di scambio a doppia canalizzazione: da un lato vengono espulsi odori, aria viziata e umidità; dall’altro, vengono immessi mediamente ogni ora 30 m3 per persona di aria fresca dall’esterno, filtrata da ogni impurità. E, nei mesi invernali, il meccanismo di ricambio d’aria funziona in modo ancora più geniale e salva-energia: grazie ad uno speciale scambiatore di calore a flussi incrociati, l’aria esterna arriva in casa già calda, riducendo ulteriormente i consumi di energia.

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Finestra Square Plus WnD

Come ristrutturare casa e risparmiare con l’energia rinnovabile

Una ristrutturazione eco-friendly non può non valutare la possibilità di installare impianti sostenibili a energia rinnovabile, un vero e proprio classico del settore del risparmio energetico.

Tra i principali troviamo:

  • Impianto a tetto con pannelli solari termici: sostituisce la caldaia. Utilizza energia solare per produrre acqua calda a costo zero, sia per usi sanitari che per un sistema di riscaldamento a pannelli radianti.
  • Pannelli solari termici compatti ad alta efficienza: progettati per essere installati su superfici piane di piccole dimensioni (come terrazzi e balconi) perché già inclinati su apposite staffe per catturare al meglio l’energia solare.
  • Impianto a tetto con pannelli fotovoltaici: con questo eco-impianto la casa raggiunge l’autosufficienza energetica completa. A costo zero non è solo l’acqua, ma anche l’energia elettrica. Catturando l’energia delle radiazioni solari, i pannelli fotovoltaici la restituiscono sotto forma di elettricità gratuita per alimentare la pompa di calore, gli elettrodomestici e le luci di casa.
  • Pompa di calore aria-acqua reversibile: eco-impianto integrativo che si abbina a un sistema di pannelli radianti a bassa inerzia termica da installare a pavimento, a parete o a soffitto in sostituzione dei termosifoni.
  • Impianto geotermico: dotato di pompa di calore terra-acqua collegata a sonde interrate, l’impianto geotermico può essere installato nel giardino di una villetta privata o nei giardini condominiali. Come funziona? Semplicissimo: sfrutta il calore naturale presente nel terreno e lo trasmette ai pannelli radianti installati in casa, garantendo così un riscaldamento omogeneo, confortevole e, soprattutto, gratuito.
  • Sistema di recupero dell’acqua di scarico della doccia: un ottimo modo per ristrutturare il bagno con un occhio al risparmio economico ed energetico è quello di installare sotto il piatto doccia un dispositivo che recupera fino al 30-40% dell’energia termica contenuta nell’acqua di scarico della doccia per riutilizzarla come acqua calda per la cucina, i miscelatori e lo scaldabagno.

Come ottimizzare il risparmio energetico in fase di ristrutturazione: conclusioni

Nel nostro articolo su come ristrutturare casa con criteri passivi abbiamo individuato i diversi interventi strutturali che possono essere adottati su un edificio pre-esistente per renderlo energeticamente autonomo e conforme alla normativa Europea.

Alcune misure, come la coibentazione delle pareti (cappotto esterno o interno), gli interventi sul tetto o l’installazione di pannelli solari o fotovoltaici sono più impegnative; altre sono più immediati e facili da realizzare, come la sostituzione delle vecchie finestre piene di spifferi. L’utilizzo di modelli più evoluti di infissi in PVC a bassa conduzione termica e chiusura ermetica rappresenta il primo passo verso l’autonomia energetica.

Ma ciò che emerge è anche una riflessione (eco)filosofica: l’anima green della “casa del futuro” a emissioni e bolletta zero aiuta anche “il pianeta del futuro”. Risparmiare sulla bolletta ci consente, infatti, di salvaguardare soprattutto l’ambiente e il futuro del nostro ecosistema.

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